ISTITUTO

I.M.F.I. (Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli) è un’Associazione di Volontariato (O.N.L.U.S.) nata nel 1988, presso l’ex ospedale psichiatrico di Genova Quarto iscritta all’Albo Regionale Ligure, componente della Consulta delle Associazioni per la Circoscrizione IX Levante di Genova, in stato di convenzione con la A.S.L. 3 Genovese per le attività di arteterapia dal 1989.
Compito istituzionale dell’I.M.F.I. è la promozione, la divulgazione e la ricerca delle creatività espressive (pittura, disegno, scultura, scrittura, teatro, musica, audiovisivi, ecc.), attraverso l’incontro tra tecniche e culture diverse atte a favorire le reciproche conoscenze da cui derivino ulteriori scambi ed arricchimenti per una migliore integrazione sociale delle diversità esistenti sulla scia dell’interesse suscitato dal Laboratorio di ArteTerapia attivato da Claudio Costa in consonanza con gli intenti del direttore, lo psichiatra Antonio Slavich, nasceva NEL 1992 il “Museo attivo delle forme inconsapevoli”.
A differenza di altre fondamentali esperienze nel campo – come il Museu de Imagens do Inconsciente creato nel 1946 a Rio de Janeiro da Nise de Silveira e il lavoro svolto a partire dagli anni ’50 da Leo Navratil presso la Clinica per malattie nervose Maria Gugging di Klosterneuburg – l’idea portante del Museo si basava “sul presupposto che l’arte può vivere la sua libera avventura nel mondo, al di fuori di schemi precostituiti o di classificazioni definite e che esiste come supporto creativo per una rinnovata socializzazione”.
L’ordinamento affiancava perciò, senza distinzione, le opere degli artisti affermati a quelle elaborate dai pazienti artisti nell’ambito dell’Atelier interno alla struttura, scelta che non mancò all’epoca di sollevare vibranti polemiche.
All’impegno assunto allora sotto l’impulso di Claudio Costa e dei cofondatori, il Museo attivo e l’I.M.F.I. hanno tenuto fede promuovendo, nel tempo, laboratori di pittura e disegno, ceramica, incisione, acquarello e danza (ora aperti a persone con disagio e a partecipanti esterni), convegni (da “Luoghi, percorsi e voci. La creatività nell’espressione terapeutica” del 1993 al recente “Totem e Tabù”, 2015  sino all’evento “30 anni di Forme Inconsapevoli”, ospitando manifestazioni teatrali (fra le più recenti il progetto “Case Matte. Un viaggio attraverso gli ex-manicomi italiani” di Teatro periferico in collaborazione con Chille de la Balanza, legato a sua volta a La Tinaia di San Salvi e “Mademoiselle Camille Claudel e Moi” di Chiara Pasetti con Lisa Galantini e la regia di Marco Giusta), pubblicando volumi di poesie raccolte fra le carte degli ospiti della Residenza protetta (“Parola smarrita, parola ritrovata”, a cura del Gruppo per la poesia del Coordinamento Riabilitazione USL 3), collaborando con il circolo cinematografico Lamaca Gioconda e la Compagnia de La Zanzottereide alla produzione di “Uargh”, film di Maria Lodovica Marini dedicato ad Antonio Slavich.
Fra i risultati di maggior rilievo va segnalata la scoperta e la diffusione dell’opera di Davide Mansueto Raggio, a lungo ospite dell’O.P. di Quarto, autore di straordinaria forza inventiva.
Dalla sua fondazione il Museo è stato animato e accompagnato da artisti di generazioni diverse, in prevalenza – per ovvie ragioni logistiche – attivi sul territorio, impegnati nei laboratori o presenti con mostre, performances, interventi e significative donazioni. Al loro essenziale apporto la mostra QuartoArte allestia presso la Sala Liguria di Palazzo Ducale a cavallo tra il 2016 e il 2017 ha volto rendere omaggio, presentando una scelta di lavori prestati o creati per l’occasione che testimonia la qualità delle collaborazioni instaurate e, di riflesso, l’importanza del patrimonio museale custodito a Quarto.

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