Intervista a Amedeo Gagliardi (Portavoce Coordinamento per Quarto)

Il Coordinamento per Quarto nasce dopo che alla fine del 2011 la regione Liguria, per colmare un buco di bilancio della sanità, sancisce la cartolarizzazione anche della parte ottocentesca del complesso. da quel momento vengono emanate le delibere di aSL 3 del novembre 2011 di trasloco delle funzioni sanitarie presenti e quelle del febbraio 2012, dove si dispone una gara al massimo ribasso per traslocare gli ultimi 80 pazienti presenti nel complesso, una gara d’appalto al ribasso: “per la fornitura di prestazioni di residenzialità psichiatrica a favore dell’aSL 3, 4 lotti.”
La città rimasta in un moderato silenzio fino a quel punto, cominciò a reagire per una decisione che oltre a tradire e offendere la dignità delle persone messe all’asta, tradiva e offendeva la sua stessa vita democratica. L’associazione dei Famigliari dei pazienti psichiatrici fece causa ad ASL 3 e molti altri esponenti del mondo della cultura e del sociale genovese espressero la loro indignazione. La gara segnava una deriva culturale che aveva nuovamente spalancato la porta alla marginalizzazione del disagio e alla sua istituzionalizzazione: le istituzioni affrontavano la cura delle persone solo attraverso la lente sfuocata del bilancio economico. nell’aprile del 2012 si cominciò a costituire il Coordinamento e nel Settembre del 2012 aderiscono circa 1500 persone
e 40 Organizzazioni che realizzano la prima edizione di Quarto Pianeta. L’intento era di denunciare che quel luogo non poteva essere ceduto alla speculazione edilizia e alla logica del profitto: non solo c’erano ancora ottanta pazienti da difendere ma c’era una storia, di sofferenza, di liberazione e impegno civile, una rivoluzione, forse l’unica in italia davvero riuscita. il coordinamento non voleva solo dire no alla vendita ma costruire un percorso alternativo, affermando che quel luogo continuava ad essere importante perché rimandava ad una memoria viva che incrociava la vita di tante persone. Quel luogo continuava, in termini di fruibilità pubblica, a far emergere le sue potenzialità e la sua bellezza, nonostante i segni dell’abbandono e del tempo. negli anni l’intera collina è stata preservata dalla cementificazione e dall’aggressione edilizia e in questo modo ha conservato il verde sia nel perimetro che all’interno del costruito. il verde e gli alberi, alcuni ormai maestosi, hanno continuato a essere il segno di una vita che è riuscita ad andare oltre l’incapacità degli uomini di sceglierne un nuovo destino. attraverso il coinvolgimento della nuova amministrazione del Comune di Genova, la regione si convinse a fare rivedere le decisioni prese e di conseguenza si avviò un tavolo di lavoro interistituzionale per costruire un accordo tra le parti.

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